sabato 21 gennaio 2012

Lunedì 23 Gennaio: Riunione comitato "Stop Opg" su organizzazione evento per raccolta fondi e avvio campagna “un volto, un nome".

Ciao a tutte e tutti,

vi informiamo che la prossima riunione delle organizzazioni aderenti del comitato sardo "Stop Opg" è fissata per Lunedì 23 Gennaio alle ore 17:00 presso la sede dell'Asarp in in Via Romagna c/o Cittadella della Salute pad. E. 

All'ordine del giorno l'organizzazione di eventi di festa e raccolta fondi per sostenere le spese legali e organizzative del comitato con arte, musica e momenti di confronto e informazione; L'avvio in Sardegna della campagna nazionale “un volto, un nome” rivolta a chi ha il  dovere di organizzare la presa in carico dei cittadini internati negli ospedali psichiatrici giudiziari: la Regione Sardegna, le ASL e quindi i DSM e i Comuni. Vista l'importanza dell'ordine del giorno vi chiediamo di garantire la vostra partecipazione. 

per il comitato sardo
Roberto Loddo

stopopgsardegna@gmail.com
http://stopopgsardegna.com/
cellulare: 33316164008

Organizzazioni aderenti al Comitato Sardegna STOP OPG: Associazione Sarda per l'Attuazione della Riforma Psichiatrica, Associazione “5 Novembre”, Forum Sardo Salute Mentale, Cgil Sarda, SOS Sanità Sardegna, Assemblea Territoriale di Cittadinanza Attiva, Tribunale per i diritti del Malato Sede di Cagliari, Associazione Culturale “Art Meeting”, Cooperativa Sociale “I Girasoli”, Cooperativa Sociale “Asarp Uno”, Arci Sardegna, Rivista di cultura poetica "Coloris de Limbas", SPI CGIL Sardegna, Cooperativa Sociale “Il Giardino di Clara”, Cooperativa Sociale “Giardino Aperto”, Comunità Casamatta, Associazione "Articolo 21", Conferenza Volontariato Giustizia della Sardegna, AUSER. Rivista “Sociale e Salute”, Associazione “Progrè” Comitato “A Casa mia”, Comitato "Verità e Giustizia per Giuseppe Casu", USB Unione Sindacale di Base, ABC Associazione Bambini Celebrolesi, Asecon Ong, Sviluppo e Territorio – Società Cooperativa Sociale arl di tibo B, ASCE Associazione Sarda Contro l'Emarginazione. Unione Culturale Islamica (Senegal) in Sardegna, Il Manifesto Sardo.

*nell'immagine, un particolare del quadro di Mike FineArt TheBidda.

mercoledì 18 gennaio 2012

Comunicato Stop Opg Sardegna: Abdou Lahat Diop è un uomo libero.


 Cagliari, Mercoledì 18 gennaio 2012

Comunicato Stampa

Abdou Lahat Diop è un uomo libero. Risultato importante per il comitato sardo “stop Opg”, che continua la campagna per l'abolizione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

Da oggi Abdou Lahat Diop può sentirsi nuovamente un uomo libero. Il giudice del tribunale di Oristano ha pronunciato una sentenza di assoluzione perché al momento del fatto Abdou non risultava in grado di intendere e di volere. Ora Abdou Lahat è un cittadino libero a tutti gli effetti. Nei prossimi giorni tutte le organizzazioni aderenti al comitato metteranno in campo iniziative di raccolta fondi per sostenere le spese legali e organizzative.

L'avvocato Dario Sarigu, legale di Abdou, durante l'udienza ha presentato la richiesta di disponibilità ad accogliere temporaneamente Abdou Lahat Diop presso la struttura residenziale del centro sardo di solidarietà - associazione "l'Aquilone" di Cagliari. Il presidente dell'associazione "L'Aquilone" Don Carlo Follesa, sensibile alle istanze del comitato, in presenza dei rappresentanti del comitato sardo "Stop Opg" Gisella Trincas e Roberto Loddo, ha sottoscritto il documento di disponibilità all'accoglienza temporanea di Abdou per tutto il periodo della libertà vigilata senza prescrizioni. Ringraziamo del sostegno la comunità senegalese, tutte le organizzazioni e i liberi cittadini sensibili al rispetto dei diritti civili che hanno sostenuto le iniziative di mobilitazione. Cosi come ci siamo mobilitati per Abdou Lahat, chiediamo che rimanga altissima la vigilanza e la segnalazione di casi simili perché fino a quando non chiuderanno definitivamente gli Opg, nessun cittadino deve essere più internato.

Invitiamo tutti a continuare con noi questa battaglia di legalità, Il 26 Gennaio saremo a Roma alla riunione del comitato nazionale per avviare la campagna nazionale “Un Volto, Un Nome”, perché sono ancora 35 i cittadini sardi ancora internati negli OPG della penisola. Un orrore che deve essere cancellato definitivamente dal Governo e dal Parlamento. Per questo motivo, come comitato sardo “Stop Opg” chiediamo che la Regione Sardegna, insieme alle Asl e i Dipartimenti di Salute Mentale, si mobilitino per assistere e curare i nostri cittadini sardi internati, nei propri luoghi di residenza. Vogliamo evitare che il loro ritorno avvenga attraverso la costruzione di "piccoli manicomi" mascherati da strutture terapeutiche. Vogliamo che la loro accoglienza sia connessa alla reale attivazione di progetti e percorsi individuali di recupero e reinserimento sociale.

Cordiali Saluti
La segreteria organizzativa del comitato sardo “Stop Opg”
Gisella Trincas
Roberto Loddo

stopopgsardegna@gmail.com
3316164008
http://stopopgsardegna.com/

Organizzazioni aderenti al Comitato Sardegna STOP OPG: Associazione Sarda per l'Attuazione della Riforma Psichiatrica, Associazione “5 Novembre”, Forum Sardo Salute Mentale, Cgil Sarda, SOS Sanità Sardegna, Assemblea Territoriale di Cittadinanza Attiva, Tribunale per i diritti del Malato Sede di Cagliari, Associazione Culturale “Art Meeting”, Cooperativa Sociale “I Girasoli”, Cooperativa Sociale “Asarp Uno”, Arci Sardegna, Rivista di cultura poetica "Coloris de Limbas", SPI CGIL Sardegna, Cooperativa Sociale “Il Giardino di Clara”, Cooperativa Sociale “Giardino Aperto”, Comunità Casamatta, Associazione art.21, Conferenza Volontariato Giustizia della Sardegna, AUSER. Rivista “Sociale e Salute”, Associazione “Progrè” Comitato “A Casa mia”, USB Unione Sindacale di Base, ABC Associazione Bambini Celebrolesi, Asecon Ong, Sviluppo e Territorio – Società Cooperativa Sociale arl di tibo B, ASCE Associazione Sarda Contro l'Emarginazione. Comunità senegalese in Sardegna.

domenica 15 gennaio 2012

Sosteniamo Abdou Lahat Diop!



di Roberto Loddo


Abituarsi alle diversità culturali e religiose può essere impegnativo. Per alcuni può essere addirittura fonte di disturbo, fastidio e pericolosità sociale. Come nel caso di Abdou Lahat Diop. Abdou è un ragazzo senegalese di 30 anni, con regolare permesso di soggiorno che nella mattinata del 16 dicembre ha deciso di pregare in una strada della zona tra  Abbasanta e Ghilarza. E’ stato avvicinato da un maresciallo dei carabinieri preoccupato che non avesse bisogno di aiuto e, alla risposta negativa di Abdou, che evidentemente voleva continuare a pregare, e alle insistenze del maresciallo, la situazione è degenerata. L’intervento delle forze dell’ordine ha messo fine alle preghiere di Abdou che è  stato arrestato per resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. La perizia psichiatrica richiesta dal tribunale, formulata da un perito che non conosceva l’imputato, si è conclusa con una dichiarazione di incapacità di intendere e di volere e la dichiarata pericolosità sociale (senza peraltro spiegarne le ragioni).

Attualmente Abdou si trova ristretto nel Carcere di Oristano in attesa di essere trasferito all’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa. Il Tribunale di Oristano ha deciso che Abdou non è idoneo a sostenere un giusto processo, ma è più adatto alle gabbie e all’orrore dell’ospedale psichiatrico giudiziario, perché giudicato incapace di intendere e di volere.  Le dinamiche del suo arresto, il processo per direttissima, l’invio in carcere e la successiva perizia psichiatrica, presentano molti lati poco chiari. Abdu non risulta essere mai stato in cura per patologie psichiatriche e non ci risulta che il servizio territoriale di salute mentale abbia assunto una presa in carico, né che sia stato in qualche modo attivato dal 118. Inoltre parrebbe che non gli sia stato garantito in tutte le fasi del fermo, del successivo processo, del trasferimento in carcere e durante la perizia, un interprete e un mediatore culturale.

Il comitato sardo Stop Opg si è mobilitato in questi giorni su richiesta di alcuni familiari e amici di Abdu, nominando immediatamente un difensore di fiducia per presentare un istanza di revoca della misura di internamento in Opg, e un perito di parte per una urgente contro perizia. Ad Abdou deve essere data la possibilità di difendersi dalle accuse che gli vengono mosse e (nella eventualità che sia accertata la presenza di un disturbo mentale) la possibilità di essere curato adeguatamente e di effettuare un percorso di ripresa circondato dalle persone a lui care, nel suo territorio. Il comitato, ha rivolto un appello al Capo dello Stato per un intervento immediato, ricordando le sue parole di dura condanna per l’orrore che l’inchiesta della Commissione Parlamentare guidata dal Senatore Marino ha messo drammaticamente in luce e le cui immagini tutto il Paese ha potuto vedere. In un Paese normale, un Paese che si basa sul rispetto dei diritti umani, o come l’ha definito il Presidente della Repubblica “appena, appena civile”, non dovrebbe esistere nessun rapporto, nessuna connessione, tra la galera e la salute. Ancor meno con la salute mentale.

Invece ad Abdou è accaduto il contrario. Esiste un legame scandaloso tra la privazione della libertà e la salute dei cittadini più fragili. Questo fatto estremamente grave è evidenziato dalle percentuali sempre più elevate di persone sofferenti mentali nelle carceri. Perché sono centinaia e centinaia le persone che senza aver commesso nessun genere di crimine vengono legate e sono contenute da un ora, da un giorno, da una settimana o da un mese. Queste illegalità non avvengono solo nei reparti psichiatrici delle carceri e negli Opg, ma anche nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, luoghi che dovrebbero tutelare la salute pubblica di tutti i cittadini. “Niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili” così cantava il Rapper Frankie Hi-nrg, disegnando con la musica una realtà sociale cinica e violenta, fatta dalla volontà di escludere e segregare i più deboli. Volontà di nascondere la “pericolosità sociale” di chi non è nato solo per produrre e consumare. Come Abdou.

sabato 14 gennaio 2012

Sardegna24: Il senegalese non è incapace.


Da Sardegna24
 Sabato 14 Gennaio 2012

di Caterina Cossu

Oristano. Grazie al comitato Stop Opg, ieri mattina il nuovo legale del senegalese Diop Abdou Lahat, l'avvocato del foro di Cagliari Dario Sarigu, si è recato presso il carcere di Piazza Mannu, dove l'uomo è detenuto. Il trasferimento nell'ospedale di Polizia Giudiziaria di Castiglione delle Stiviere potrebbe essere questione di ore. Il sostituto procuratore De Falco ha controfirmato la disposizione del giudice Modestino Villani. Ora preme presentare l'istanza di riesame e nominare un perito per ribaltare la dichiarazione di incapacità di intendere e di volere e di pericolosità sociale fatta dal tribunale.



*immagine dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa

Don Ettore Cannavera, riflessioni da "La Collina"

L'Associazione 5 Novembre, ha intervistato Don Ettore Cannavera, fondatore della comunità di accoglienza "La Collina", rivolta a giovani-adulti, di età compresa tra i 18 ed i 25 anni, che vengono affidati dalla Magistratura di Sorveglianza come misura alternativa alla detenzione. Un interessante intervista sui temi della Giustizia, del Carcere, del precariato giovanile e della cultura della Solidarietà e dell'accoglienza.
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